venerdì 21 settembre 2012

Questa la devo proprio raccontare!!
Facciamo un esempio, se vi si guasta l'auto e la portate a riparare spesso il meccanico vi offre il servizio dell'"Auto di cortesia". Ottimo, qualora abbiate un meccanico più modesto e non in grado di fornirvi il comodo servizio rimangono pur sempre i mezzi pubblici ( sorvoliamo sull'efficienza altrimenti....). Ora mettetevi nei miei panni ; no, non mi si è guastata la macchina, ma un meccanismo ancora più necessario. Parlo di un costoso ed indispensabile apparecchio acustico con meno di due anni di vita e già sottoposto ad una precedente riparazione. Sicuramente vi starete chiedendo cosa c'entra l'auto di cortesia! Ve lo spiego subito; premesso che senza apparecchio acustico sono completamente isolata dal mondo, mi sono recata presso la sede di zona dell'............(sorvolo sui nomi, non si sa mai !!!!) dove ho acquistato l'apparecchio. L'impiegato, dopo un veloce controllo mi ha detto che si rendeva necessario inviare l'apparecchio alla sede centrale di Milano per una riparazione e per questo sarebbero occorsi circa 10 giorni. Bene, a questo punto mi sarei aspettata "l'auto di cortesia", ovvero un qualsiasi apparecchio sostitutivo che mi avrebbe permesso nel frattempo di continuare a vivere, nei limiti del normale, la mia vita. Invece no, non è previsto! Cioè un'azienda leader nel mondo per la vendita di apparecchi acustici ( non pattini a rotelle o ferri da stiro o qualsiasi altro aggeggio) non prevede che in caso di riparazione dell'apparecchio da lei fornito, una persona ipoudente o, se preferite, praticamente sorda, possa avere un apparecchio provvisorio sostitutivo!! Secondo me è assurdo, e sfocia nell'incredibile se capita che questo apparecchio in riparazione se lo tengono 20 giorni ( ad oggi, e non ho ancora notizie!!!!!!) Questa è una delle tante sfaccettature che comporta il rispetto della dignità umana, è una piccola cosa per chi ha ancora il dono dell'udito, ma quando si vive in una bolla attraverso la quale si vedono i volti delle persone come maschere mute il supporto di un congegno simile diventa vitale!!!!!
Alla prossima!

martedì 8 maggio 2012

Nun se po

Indubbiamente, oggi come oggi, dire che lo Stato è in uno "stato" miserevole è scontato, ma siccome la mucca ha bisogno di ruggire condividerò l'ennesima dimostrazione di questo Stato miserevole!
Si riempiono tanto la bocca con la lotta all'evasione, ma 'ndo stà, detto alla romana. Parlando con un'amica impiegata dell'ufficio dell'entrate ho scoperto innanzitutto che l'accertamento o la scoperta degli evasori parassiti  non implica affatto il rientro delle somme che suddetti parassiti si sono succhiate!, che ci sarebbero tante di quelle metodologie per accertare le evasioni che se veramente volessero......inoltre che lo Stato miserevole si rifà com'è noto con i cittadini onesti usando, tutto sommato, anche sistemi poco onesti. Esempio: pur in una situazione economica familiare non facile, circa 6 anni fa abbiamo deciso di fare un'adozione a distanza, tramite un'associazione, ACTIONAID, che è onlus dal 2004. Alla fine di ogni anno fiscale l'associazione ci ha correttamente inviato la certificazione degli avvenuti versamenti che noi abbiamo provveduto ad allegare al 730 come oneri deducibili. Invece no, secondo l'agenzia delle entrate i versamenti che i cittadino effettuano per beneficenza non sono affatto deducibili! o meglio, l'agenzia delle entrate non tiene conto del documento fornito dall'associazione contrariamente a quanto dice la legge sugli oneri deducibili esattamente al punto 10 dove parla delle erogazioni liberali e dice:
Tale novità è stata introdotta dall'articolo 14 del Dl n. 35 del 14 marzo 2005 (cosiddetto decreto competitività, convertito in legge n. 80/2005) e rappresenta una modalità alternativa, anche se non cumulabile alle norme fiscali già esistenti, per la riduzione del carico fiscale Irpef a seguito di donazioni ad enti socialmente rilevanti, in particolare, all'articolo 15, comma 1, lett. i bis) . Tale ultimo articolo prevede una detrazione dall'Irpef pari al 19% delle liberalità in denaro agli enti individuati per un importo non superiore a 2.065,83 euro.
I soggetti destinatari delle erogazioni liberali devono necessariamente essere:
Onlus di cui all'articolo 10 del Dlgs n. 460/1997 comprese le cosiddette Onlus di diritto (organismi di volontariato, cooperative sociali e relativi consorzi e organizzazioni non governative) di cui al comma 8 e le Onlus parziali (enti ecclesiastici o associazioni di promozione sociale per l'attività svolta come Onlus) di cui al successivo comma 9;
associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale ed i relativi livelli di organizzazione territoriale e circoli affiliati aventi diritto ad automatica iscrizione nel registro nazionale;
fondazioni e associazioni riconosciute che hanno per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione.
Le offerte deducibili possono essere in denaro, ma anche in natura a differenza di quanto già previsto dall'articolo 15, comma 1, lett. i bis) del Tuir.

Considerato che la norma pone problemi di deducibilità massima delle stesse (10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nell'ammontare massimo di 70.000 euro l'anno), la circolare n. 39/E del 29 agosto 2005, di commento al provvedimento, ha chiarito che il valore da attribuire ai beni eventualmente oggetto di donazione è il valore normale cobollettino sì come determinato in base a quanto disposto dall'articolo 9, comma 3, del Testo unico delle imposte sui redditi. Secondo la stessa circolare inoltre è utile che il donante acquisisca "a comprova della donazione in natura in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale come sopra determinato (listini, tariffari, mercuriali, perizia ecc.), anche una ricevuta da parte del donatario che contenga la descrizione analitica e dettagliata dei beni donati con l'indicazione dei relativi valori". 


Ma allora, cara agenzia delle entrate, perché rivolete da noi il contributo delle  somme elargite, anche con  sacrificio, per l'adozione? perché venite a fare a noi lavoratori dipendenti privati (e non "statali"!!!!!!)con un reddito risibile, con unica proprietà la casa in cui abitiamo acquistata con enormi sacrifici e dalla quale già succhiate abbastanza, dicevo, venite a fare a noi l'accertamento? 
E' abbastanza evidente che tutti i "signori" che formano l'apparato statale non si vergognano, però secondo me un pochino dovrebbero. Quando si guardano allo specchio dovrebbero prendere qualche pezzetto di carta igienica e provvedere ad una sommaria pulizia! Auguro a tutti tutti questi signori e signore quello che è successo a me, semplicemente, se sono sopravvissuta io potranno ben farlo anche loro che di sicuro hanno il...didietro più parato no?

giovedì 23 febbraio 2012

eccheccavolo!!!!!!!!!

Ma tutto questo can can sugli ospedali......ma che se ne sono accorti adesso? ma nessuno di loro ha mai avuto bisogno di visite specialistiche o ricoveri al pronto soccorso??? nessuno di questi che "denunciano" le situazioni allucinanti nelle astanterie ha passato la nottata ad attendere uno straccio di medico che visiti il proprio figlio gonfio come una zampogna e poi lo liquidi con un :"mica sei tanto gonfio!"????? oppure sia costretto ad operarsi in una clinica privata a pagamento perché in ospedale lo specialista non ti assicura che sia lui ad operarti?? oppure debba aspettare dai 6 agli 8 mesi per un esame necessario perché non ha i soldi per effettuarlo privatamente?? e non si sono accorti che avere "un santo in paradiso" è la condizione necessaria per avere soddisfatti i propri diritti?? e lo vengono a raccontare a noi che tutti i giorni ci scontriamo con situazioni di questo tipo e che non abbiamo nemmeno la libertà di sfogarci altrimenti ci querelano???? Beati noi che abbiamo la speranza in un'altro tipo di giustizia che in Paradiso manda chi vuole Lui!!!!!!

giovedì 16 febbraio 2012

se avevo un dubbio..........

Già, se avevo un dubbio adesso non ce l'ho più. Dubbio su cosa?, mah diciamo in generale sull'onestà delle persone, innanzitutto con se stessi, onestà nei rapporti con l'altro, onestà nello svolgimento del proprio lavoro. Non siamo onesti, siamo piuttosto presuntuosi e pieni di noi, parlo per tutto il gregge naturalmente e se qualcuno si dovesse risentire può tranquillamente sbattere le corna contro il primo ostacolo che gli si para davanti. Intanto continuo a puntare i pie.... no, gli zoccoli e a pretendere che ciascuno svolga il proprio ruolo nel miglior modo possibile. Saluti

martedì 12 luglio 2011

Si è vero, è ormai trascorso molto tempo, la transumanza è stata lunga ma tant'è, adesso sono tornata e vorrei proprio raccontare un episodio che mi riguarda. Più in particolare riguarda le mie, come chiamarle, tette?, sise?, mammelle? insomma quelle che per noi mucche sono di importanza e volume notevoli. Siccome mi sono impigrita lo farò riportando di seguito una lettera che ho scritto ad un'ufficio competente raccontando l'accaduto. Vi auguro buona lettura e vi consiglio di non passare più sopra episodi di questo tipo, finora mi sono sempre schermita dicendomi :ma si, chissene.... ormai è passata!. Invece no, non passa, peggiora e allora per evitare che le cose peggiorino, se non per noi, per gli altri, denunciamo anche il più piccolo disservizio, diffondendo nomi, luoghi e sperando che serva a qualcosa.

La lettera:Mi chiamo Tiziana Rossi, sono una paziente del PTV e circa 40 giorni fa mi sono
sottoposta ad una mammografia bilaterale per controllo di routine. Per
effettuare l'esame l'attesa è stata breve, al termine mi è stato detto di
attendere. Dopo circa 40 minuti sono stata sottoposta ad una visita senologica,
a seguito della quale è stato ritenuto opportuno sottopormi ad ecografia
mammaria. Non ho premesso che ero indisposta da influenza intestinale che mi
costringeva al bagno molto spesso ho chiesto quindi, visto che erano ormai 3
ore che ero lì, se era necessario fare l'ecografia immediatamente. Una delle
specializzande mi ha detto che non c'erano problemi e che avrei potuto farla
anche a settembre, così sono andata a casa. Due giorni dopo sono stata
contattata telefonicamente dal dipartimento di diagnostica e sono stata
invitata a presentarmi il giorno 6 luglio per effettuare la "necessaria"
ecografia, senza un orario stabilito visto che sarei stata inserita tra gli
appuntamenti fissati. Mi sono recata in reparto il 6 luglio alle ore 8, 30.
Appena arrivata ho chiesto se avrei dovuto fare l'accettazione, mi è stato
detto di no visto che ero stata chiamata, mi sono predisposta all'attesa. Dopo
circa un'ora mi è venuto un dubbio, sono andata in accettazione e ho chiesto di
nuovo cosa dovevo fare. All'accettazione mi hanno detto che "si" dovevo fare la
trafila normale ma essendo stata chiamata non avevo la richiesta. Di nuovo mi
sono rivolta ad una specializzanda e ho chiesto "lumi" , macchè, peggio che
andar di notte!!!! dopo aver fatto avanti e indietro a chiedere finalmente mi è
stata fatta la richiesta e sono passata in accettazione. Ed erano passate 2
ore! Dopo un'altra ora e mezza di attesa ho cominciato a sbirciare nel
corridoio cercando di farmi dire approssimativamente i tempi di attesa. Sarei
dovuta rientrare alla mia attività alle 13, quindi alle 12, 30 visto che
regnava il caos e nessuno sapeva dirmi i tempi di attesa ( ero lì dalle 8,30!!!
) ho chiesto il referto della mammografia dicendo che avrei fatto l'ecografia
in altra struttura. A questo punto è venuta fuori la totale mancanza di
professionalità da parte del medico, la dottoressa Chiara Pistolese, che
sapendo la mia richiesta ed i tempi ristretti si è allontanata e ho dovuto
attendere un'altra mezz'ora perchè firmasse il referto che, tra le altre cose ,
doveva essere già pronto! Non bastando questo si è premurata di scrivere sul
referto che non è stato possibile eseguire l'eco per mancata disponibilità
della paziente. Dopo quattro ore e mezza che attendevo!!!!! Sono nauseata e
determinata a diffondere questi comportamenti inumani che chi si reca in un
posto che dovrebbe alleviare la sofferenza non può tollerare! Sono stata per
più di un anno volontaria nel policlinico e a maggior ragione sono consapevole
dell'ansia, della preoccupazione, del senso di inadeguatezza che si prova
quando si entra in queste strutture! Il medico di altra struttura che ha
visionato il referto della mammografia è rimasto sconcertato dal comportamento
della collega e delle sue collaboratrici. Mi ha consigliato di dar seguito a
questa vicenda, il primo passo è questa mail in cui vorrei anche specificare a
beneficio della dottoressa e colleghe che "NON SIAMO CAVIE" ma pazienti!
distinti saluti.

lunedì 11 ottobre 2010

Mentre ascolto il mio Giovanni che studia al pianoforte e lavoro al punto croce, i pensieri vagano, passeggiano nei fatti accaduti, nelle preoccupazioni, nelle speranze, negli scontri e nei momenti, rari, di gioia. Pensieri che toccano le "problematiche" comuni ma che partono da me, dalla famiglia dalle persone più vicine. La grande fatica del quotidiano, l'impegno educativo nei confronti dei figli, l'impegno da rinnovare ogni giorno nei confronti del marito, la ricerca continua di miglioramento del mio essere, del mio modo di agire e di pensare sono uno sforzo titanico. Mi accorgo di mettermi continuamente in discussione come madre principalmente, come moglie e come donna. Succede però che nel momento in cui la punta dei piedi sfiora il fondo un piccolo richiamo agevola la risalita. Può essere la telefonata di una persona cara, la vista di qualcosa di bello, la frase di un libro che sto leggendo. Spesso mi rendo conto che questo richiamo è già dentro me. Come un semino messo nel mio cuore di bambina da una educazione, un continuo richiamo a dei valori e ad un rispetto allora scontati che nessuno si sognava di mettere in discussione. Poi qualcuno ha cominciato a rivendicare una famigerata libertà. Le donne dall'uomo e da tutto ciò che ne consegue, famiglia, figli, lavori domestici...ecc. Gli studenti dall'oppressione dello studio, gli operai dall'oppressione del lavoro, molti dall'oppressione della religione che li teneva bloccati a certe "usanze" vecchie come il cucco! Anche io ho voluto sentirmi libera, infatti qualche cazzatella l'ho fatta!!! Però, quel semino ormai c'era, ed era stato messo lì proprio da quelle "imposizioni" dalle quali la maggioranza dell'umanità voleva, ed è riuscita, a liberarsi. Adesso siamo tutti più liberi e....pieni di un vuoto cosmico!!!! contraddizione in termini. Pieni di vuoto! L'evidenza di questo non la sottolineo perchè farei il gioco di tutti quelli che negli ultimi giorni inzuppano il pane nei fatti di cronaca. Però è un'evidenza che mi addolora, e mi addolora nella misura in cui mi rendo conto della facilità con la quale si potrebbe rimediare a questo vuoto. A questo proposito prendo in prestito una frase, quasi un'invocazione di un grandissimo artista del passato:"Ma che poss'io Signor s'a me non vieni con l'usata ineffabil cortesia.." Piano, con discrezione, senza nessuna imposizione che non sia congeniale al nostro essere, una "cortesia" che Ci usa proprio perchè rispetta la nostra libertà. Anzi, perchè la nostra libertà è l'ingrediente fondamentale per il Suo operato. Non volevo fare lezioni, l'unica cosa che volevo far notare è che.....NON C'E' PIU' RELIGIONE!!!!!!!! Muuuuhhhhhh!!!saluti!

lunedì 9 agosto 2010

Che dire, da buon bovino amo le vacanze montane, tra pascoli e alture, ruscelli e laghetti. Non volendomi allontanare troppo dalla mia stalla quest'anno ho scelto pascoli appenninici, più precisamente le montagne della Maiella. Nessun appunto a madre natura che quì come altrove è riuscita a dare il meglio di sé. Gole scavate da fiumi cristallini che creano gorgoglianti cascatelle. Cime non altissime ma impervie, aspre e rocciose, circondate da un clima estremamente variabile, suggestivo paesaggio collinare interrotto da profondi calanchi. Però, già, c'è un però! Le indicazioni! di qualsiasi tipo. Dai cartelli stradali alle bellezze artistiche, dai parchi ai musei, poche e insufficienti indicazioni. Punti d'accoglienza in quota, come rifugi, bivacchi ecc., praticamente zero. Sentieri facilitati per escursionisti non troppo esperti, quasi niente. Vogliamo dar ragione a chi dice che al nord sono più organizzati ? Effettivamente il confronto con il Trentino, la Valle d'Aosta, il Veneto e la Lombardia è stato estremamente negativo per l'Abruzzo. Si può e si deve migliorare! Alla prossima!!