lunedì 11 ottobre 2010
Mentre ascolto il mio Giovanni che studia al pianoforte e lavoro al punto croce, i pensieri vagano, passeggiano nei fatti accaduti, nelle preoccupazioni, nelle speranze, negli scontri e nei momenti, rari, di gioia. Pensieri che toccano le "problematiche" comuni ma che partono da me, dalla famiglia dalle persone più vicine. La grande fatica del quotidiano, l'impegno educativo nei confronti dei figli, l'impegno da rinnovare ogni giorno nei confronti del marito, la ricerca continua di miglioramento del mio essere, del mio modo di agire e di pensare sono uno sforzo titanico. Mi accorgo di mettermi continuamente in discussione come madre principalmente, come moglie e come donna. Succede però che nel momento in cui la punta dei piedi sfiora il fondo un piccolo richiamo agevola la risalita. Può essere la telefonata di una persona cara, la vista di qualcosa di bello, la frase di un libro che sto leggendo. Spesso mi rendo conto che questo richiamo è già dentro me. Come un semino messo nel mio cuore di bambina da una educazione, un continuo richiamo a dei valori e ad un rispetto allora scontati che nessuno si sognava di mettere in discussione. Poi qualcuno ha cominciato a rivendicare una famigerata libertà. Le donne dall'uomo e da tutto ciò che ne consegue, famiglia, figli, lavori domestici...ecc. Gli studenti dall'oppressione dello studio, gli operai dall'oppressione del lavoro, molti dall'oppressione della religione che li teneva bloccati a certe "usanze" vecchie come il cucco! Anche io ho voluto sentirmi libera, infatti qualche cazzatella l'ho fatta!!! Però, quel semino ormai c'era, ed era stato messo lì proprio da quelle "imposizioni" dalle quali la maggioranza dell'umanità voleva, ed è riuscita, a liberarsi. Adesso siamo tutti più liberi e....pieni di un vuoto cosmico!!!! contraddizione in termini. Pieni di vuoto! L'evidenza di questo non la sottolineo perchè farei il gioco di tutti quelli che negli ultimi giorni inzuppano il pane nei fatti di cronaca. Però è un'evidenza che mi addolora, e mi addolora nella misura in cui mi rendo conto della facilità con la quale si potrebbe rimediare a questo vuoto. A questo proposito prendo in prestito una frase, quasi un'invocazione di un grandissimo artista del passato:"Ma che poss'io Signor s'a me non vieni con l'usata ineffabil cortesia.." Piano, con discrezione, senza nessuna imposizione che non sia congeniale al nostro essere, una "cortesia" che Ci usa proprio perchè rispetta la nostra libertà. Anzi, perchè la nostra libertà è l'ingrediente fondamentale per il Suo operato. Non volevo fare lezioni, l'unica cosa che volevo far notare è che.....NON C'E' PIU' RELIGIONE!!!!!!!! Muuuuhhhhhh!!!saluti!
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